Cyber Resilience
Quanto tempo impiegherebbe davvero
la tua azienda a ripartire?
La sicurezza riduce la probabilità e l’impatto degli incidenti. La cyber resilience affronta la domanda successiva: se un servizio critico si ferma, l’organizzazione sa davvero come ripristinarlo? Analizziamo dipendenze, backup, accessi e procedure e, dove previsto, verifichiamo con test concreti la capacità di recovery.

Il problema
Avere un backup non significa essere in grado di ripartire.
Il recovery dipende da molto più dei dati. Active Directory, DNS, networking, firewall, virtualizzazione, storage, database, applicazioni, credenziali e procedure devono tornare disponibili nel giusto ordine. Una singola dipendenza non considerata può bloccare l’intero ripristino anche quando il backup è integro.
Identity
Active Directory, Entra ID, account privilegiati, MFA, service account e accessi di emergenza.
Networking
Firewall, VLAN, routing, VPN, DNS, DHCP e management network necessari per ristabilire la connettività.
Virtualizzazione
Cluster, hypervisor, configurazioni, datastore e dipendenze tra piattaforme e servizi.
Storage e backup
Repository, immutabilità, replica, restore, segregazione e disponibilità delle copie utili al recupero.
Applicazioni
Database, middleware, servizi applicativi, integrazioni e corretta sequenza di riavvio.
Procedure
Runbook, credenziali di emergenza, ruoli, responsabilità, priorità, RTO e RPO.
Mappa delle dipendenze
Mappiamo servizi, componenti, priorità e dipendenze per capire cosa deve tornare operativo e in quale ordine.
Architettura di ripristino
Rivediamo segregazione, accessi, backup, networking e architettura per eliminare punti deboli del percorso di recupero.
Procedure di ripristino
Formalizziamo procedure operative, prerequisiti, credenziali e responsabilità per ridurre l’improvvisazione durante un incidente.
Test di ripristino
Simuliamo uno scenario controllato per verificare procedure, dipendenze e tempi senza aspettare l’emergenza reale.
Misurazione
Confrontiamo obiettivi dichiarati e risultati osservati: tempi, servizi recuperati, blocchi e dipendenze non previste.
Correzione dei problemi
Trasformiamo i gap emersi in interventi tecnici e, quando opportuno, ripetiamo il test per verificare il miglioramento.
La resilienza si misura su eventi concreti.
Un recovery plan diventa utile quando viene messo in relazione con ciò che può realmente diventare indisponibile. Per questo costruiamo test e verifiche attorno a scenari tecnici definiti.
Ransomware
Produzione non utilizzabile, sistemi compromessi o rete da isolare. Verifichiamo da quali copie e componenti è possibile ripartire, con quali credenziali e in quale ordine.
Identity compromise
Active Directory, Entra ID o account privilegiati non possono essere considerati affidabili. Il recovery deve prevedere identità, DNS, accessi di emergenza e dipendenze.
Infrastructure failure
Hypervisor, storage, networking o componenti critiche non sono disponibili. Il test verifica prerequisiti, configurazioni e sequenza necessaria a ricostruire i servizi.
Output
Verificare che il ripristino funzioni davvero
L’obiettivo è produrre evidenze utilizzabili: cosa è stato verificato, dove il recovery si blocca, quali dipendenze sono critiche e quali interventi aumentano concretamente la capacità di ripartenza.
RecoverME
Dalla cyber resilience a un percorso concreto di ripristino.
RecoverME è il percorso SecureME dedicato alla capacità di ripartenza. Si parte dall’analisi delle dipendenze e delle procedure, si arriva al test del ripristino e, quando serve, a verifiche periodiche per mantenere il piano allineato all’infrastruttura reale.
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